Edizione 2011
La Shoah e oltre
ottava edizione
17 gennaio – 2 febbraio 2011
coordinamento Angela Felice
con il patrocinio
Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia/Provincia di Udine/ Comune di Udine-Assessorato alla Cultura
con il  concorso di
 Aned – Udine/ Anpi/ CSS Teatro stabile di innovazione del FVG/ Civica Biblioteca “Joppi” / Civici Musei/ Associazione Italia-Israele del Friuli / Centro Espressioni Cinematografiche/ Messaggero Veneto/ Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione / Università degli Studi di Udine
con il sostegno di
Fondazione Crup Udine e Pordenone
Scuole della città a cura di CSS  Teatro stabile di innovazione del Fvg
17 _ 21 gennaio,  ore 9.00  -  11.00
Rapporto su La banalità del male
da Hannah Arendt
ideazione e direzione artistica  Paola Bigatto
azione scenica Sandra Cavallini Stagione TIG Teatro per le nuove generazioni
una produzione CSS  Teatro stabile di innovazione del FVG/Kiasma Associazione Culturale
Lo spettacolo affronta il tema della memoria storica, basandosi sul noto saggio di Hannah Arendt, La banalità del male. L’adattamento teatrale è costituito sia da contenuti storici e filosofici (la nascita del nazismo, le modalità dell’Olocausto, il processo di Norimberga), sia dalla amara consapevolezza che la capacità di giudizio che ci distoglie dal commettere il male non deriva da una particolare cultura, ma dal pensiero. E dove questa capacità è assente, là prolifera indisturbata la banalità del male. La pièce porta il primo titolo dell’opera: Rapporto su “La banalità del male”, secondo la dimensione di una fresca e condivisa prima stesura ad alta voce su quel resoconto, commissionato dal “New Yorker”, del processo ad Eichmann a Gerusalemme, che poi divenne il saggio di una delle menti più lucide della filosofia mondiale del secolo scorso.
Sala Ajace a cura della Biblioteca  Civica “V. Joppi” e Ass.alla Cultura con  Club Unesco di  Udine
26 gennaio, ore 18.00
Incontri con l’autore: Valerio Marchi
Tempo bello per gli ebrei  (Udine, Del Bianco, 2011)
La vivace polemica antiebraica della stampa cattolica udinese tra Otto e Novecento
dialoga con l’autore Romano Vecchiet
Com’era il «tempo» fra gli ebrei e per gli ebrei friulani a cavallo fra Otto e Novecento, in quello snodo cruciale della Grande Storia e, all’interno di essa, di quella dei figli d’Israele? La ricerca di Valerio Marchi, che ripercorre 35 anni di stampa friulana, intende contribuire a dare una risposta a questo quesito.
Centro città a cura di Biblioteca Civica “V. Joppi” -Sezione Moderna e 40^ Palio Teatrale Studentesco
27 gennaio, ore 17.00
Mani secche
un’iniziativa di lettura degli studenti delle Scuole secondarie di secondo grado di Udine
coordinamento Nicoletta Oscuro
in collaborazione con Biblioteca Civica “V. Joppi” -Sezione Moderna e 40^ Palio Teatrale Studentesco
In giro per la città, i ragazzi delle scuole udinesi propongono al pubblico testi scelti da loro stessi per testimoniare emblematicamente la volontà di non dimenticare. Un’originale iniziativa di letture interpretate in forma agita, come tappa finale del percorso Mani secche realizzato nell’ambito del progetto Biblioteca&Scuola 2010/2011 che, sotto la guida di Nicoletta Oscuro, ha esplorato, tra libri, musica e film, il tema della Shoah e delle sue radici mai estirpate.
Palazzo Morpurgo a cura di Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, Civici Musei, Gallerie del Progetto e Assessorato alla Cultura
27 gennaio, ore 18.00
1938-1945 La persecuzione degli ebrei in Italia
inaugurazione mostra a stampa della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC
interventi di Luigi Reitani, Alberto Buvoli e Marco Balestra
Con impostazione scientifica e completezza storica, la mostra illustra la persecuzione degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945. Sono così ricostruite tanto la fase della minorazione dei diritti e della persecuzione sociale, attuate dal 1938 al 1943 sotto il governo fascista del Regno d’Italia, quanto la fase degli arresti, della deportazione e dello sterminio, attuati dal settembre 1943 alla Liberazione nelle regioni poste sotto l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana. La Mostra si sviluppa in 15 sezioni tematiche: tre di premessa e contestualizzazione, cinque sul periodo 1938-1943, sei sul periodo 1943-1945, una sull’immediato dopoguerra.
Teatro Palamostre a cura di Teatro Club Udine
27 gennaio, ore 21.00
Alla ricerca dello zio Coso
di Alessandro Schwed e Alessandro Marinuzzi
testo di Alessandro Schwed /drammaturgia di Alessandro Marinuzzi
dal romanzo Lo Zio Coso di Alessandro Schwed
con Paolo Fagiolo, Marcela Serli e la voce di Alessandro Schwed
progetto e regia Alessandro Marinuzzi
scene e costumi di Andrea Stanisci
assistente alla regia Tina Sosič
una produzione Teatro Club Udine e LABX / Laboratorio X
A qualcuno spariscono le parole come se niente fosse, qualcun altro sostiene che la seconda guerra mondiale è come se niente fosse, anzi è niente perché non è mai successa: gli eserciti? Sfilate di moda. Gli ebrei? Lagne e barzellette. Il “coso” narrante incontra il “coso” negazionista durante un viaggio in treno alla ricerca di un parente miticamente sopravissuto allo sterminio della sua famiglia in bilico fra Ungheria, Italia e Israele, e decide di scrivere la sua storia e quella dello zio Coso, quello vero.
Una satira antinegazionista che fa riflettere sui fantasmi del passato e divertendo inquieta rivelando gli incubi del presente. Uno spettacolo che, nato come mise en espace nel 2009 per il progetto udinese “La Shoah e oltre”, dopo il debutto a Milano nel 2010 arriva ora a Udine per Akrópolis 11. Tra amnesie e afasie, manipolazioni della realtà e tentativi maldestri di ricostruzione della verità, dal romanzo autobiografico di Alessandro Schwed, il nuovo spettacolo del regista triestino Alessandro Marinuzzi che ne ha curato anche la drammaturgia, nell’interpretazione caustica ed emozionante di Marcela Serli e Paolo Fagiolo che con lui hanno fondato LABX / Laboratorio X.
Visionario a cura di Italia-Israele del Friuli, Teatro Club Udine e Centro Espressioni Cinematografiche di Udine
28 gennaio, ore 10.00
Conversazione con Uri Orlev
incontro con gli studenti – saluto della città con la presenza del sindaco di Udine Furio Honsell
I giovani studenti di Udine incontrano Uri Orlev, per ascoltarne la testimonianza  di vita e dibattere con lui sul  valore di salvezza e di difesa dal male che i libri sanno trasmettere. Orlev ha iniziato a scrivere nel 1976 e da allora ha pubblicato più di trenta libri di letteratura per ragazzi, per lo più ispirati da esperienze personali o autobiografiche legate alla repressione nazista del popolo ebraico e alla Shoah. Dal suo romanzo semi-autobiografico è stato tratto il film L’isola in Via degli Uccelli. I suoi libri sono stati tradotti dall’ebraico in 38 lingue diverse. Nel 1996 ha ricevuto il premio Hans Christian Andersen. Nel 2003 ha ricevuto il Premio Cento per Corri ragazzo, corri.
Al termine sarà proiettato il film L’isola in Via degli Uccelli, tratto dal romanzo omonimo di Uri Orlev.
Visionario a cura di Italia-Israele del Friuli, Teatro Club Udine e Centro Espressioni Cinematografiche di Udine
28 gennaio, ore 18.30
Udine incontra Uri Orlev
Uri Orlev è nato a Varsavia nel 1931. Il suo vero nome è Jerzy Henryk Orlowski. Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, suo padre – ufficiale medico dell’esercito polacco- fu catturato nel fronte russo. Dopo che i nazisti uccisero la loro madre, Orlev e suo fratello furono nascosti da alcune famiglie polacche. Nel 1943 furono imprigionati e condotti a Bergen-Belsen, da dove furono liberati nell’aprile del 1945 dalla 9° flotta americana. Solo nel 1954 incontrarono di nuovo il loro padre, anch’egli sopravvissuto alla guerra, in Israele, dove si erano trasferiti nel frattempo. Orlev ha lasciato il kibbutz che lo accolse al suo arrivo in Israele solo nel 1962 e ora vive a Gerusalemme. E’ sposato e ha quattro figli. Scrive soprattutto romanzi e storie per bambini, pubblicando più di trenta libri per differenti gruppi di età. Scrive anche per la radio e per la tivù e traduce storie per bambini dal polacco in ebraico. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra i quali nel 1996 il prestigioso premio Hans Christian Andersen.
Visionario a cura di Centro Espressioni Cinematografiche di Udine
28 gennaio, ore 21.00
L’isola in Via degli Uccelli (Gb, Danimarca, Germania 1997, 1997) / proiezione
Nella Polonia occupata dai nazisti, Alex, un bambino ebreo di 11 anni, si ritrova improvvisamente solo  in un precario rifugio, un edificio colpito da una bomba agli inizi della guerra. Mentre la madre è svanita nel nulla, il padre è stato prelevato dalle SS e deportato in un campo di concentramento. A quel punto, con  l’unico scopo di nascondersi agli occhi dei nazisti, Alex trasforma il suo covo in un nido inaccessibile sui tetti  del ghetto. In  questa lotta per la vita gli fa compagnia un libro, Le avventure di Robinson Crusoe, ma soprattutto lo assistono l’ingegno, il coraggio, la fiducia. Alla fine la sua attesa del padre sarà premiata. Una appassionata avventura  umana, in cui la poesia e la commozione si mescolano  all’impegno civile. Il film, diretto dal danese Søren Cragh-Jacobsen e  in  parte ispirato alla vicenda biografica di Uri Orlev, nato a Varsavia nel 1931 e autore del romanzo omonimo, ha vinto l’Orso d’Argento a Berlino ’97 per le musiche originali di Zbigniew Preisner, compositore preferito di Kieslowski, con menzione speciale per il giovane interprete di Alex, l’esordiente Jordan Kiziuk.
Sala Ajace a cura di Istituto Friulano per la  Storia del Movimento di Liberazione e Biblioteca Civica “V. Joppi”
2 febbraio, ore 18.00
La deportazione politica: fasi, problemi, protagonisti
interventi di Bruno Maida (Università di Torino) e Flavio Fabbroni
Il deportato è chi in maniera forzata viene allontanato dal proprio luogo d’origine verso un altrove, che dopo la seconda guerra mondiale si concretizzerà nell’immagine del campo di concentramento. Esperienze terribili che furono vissute anche da chi si oppose al nazifascismo con l’azione partigiana, spesso pagando di persona la forza militante delle proprie idee.  L’incontro approfondirà le vicende, le figure e  le problematiche storiografiche della deportazione politica e , accanto alla conferenza dello storico Bruno Maida, offrirà l’occasione per illustrare anche la deportazione politica dall’Italia e dal Friuli, oggetto del volume Otto lezioni sulla deportazione dall’Italia ai lager, a cura di Bruno Maida e Brunello Mantelli, e dello studio di Flavio Fabbroni I deportati politici dalla provincia di Udine nei campi di concentramento tedeschi pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Storia contemporanea in Friuli” dell’ Istituto Friulano per la  Storia del Movimento di Liberazione.