PALIO FACTORY 2, “Slot Machine” di Marco Martinelli (24 novembre 2016, Spazio Venezia)

giovedì 24 novembre 2016 – ore 21.00
Spazio Venezia _ Udine

SLOT MACHINE

di Marco Martinelli
ideazione Marco Martinelli, Ermanna Montanari
con Alessandro Argnani
regia Marco Martinelli
musica Cristian Carrara
spazio scenico e costumi Ermanna Montanari
luci Enrico Isola, Danilo Maniscalco
fonica Fabio Ceroni

allestimento scenico a cura della squadra tecnica del Teatro delle Albe
Fabio Ceroni, Luca Fagioli, Enrico Isola, Danilo Maniscalco

produzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro

Le musiche di Cristian Carrara sono state registrate a Spoleto il 14 settembre 2014, in occasione della produzione di “Opera Nova 2014” del Teatro Lirico Sperimentale
direttore Flavio Emilio Scogna,
Ensemble strumentale dell’O.T.Li.S. – Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale
Lorenzo Fabiani (violino), Alessandro Marini (violino), Andrea Pomeranz (Viola)
Matteo Maria Zurletti (violoncello), Michela Ciavatti (clarinetto), Hushi Brunald (percussioni)
Marco Attura (pianoforte)

 Slot Machine racconta la “caduta vertiginosa di un giocatore”, come spiega il regista Marco Martinelli che, con Ermanna Montanari, anima il Teatro ravennate delle Albe, storica formazione del più attento teatro italiano di ricerca. In questo lavoro un uomo  entra nel vortice del gioco d’azzardo e non riesce più ad uscirne. Quali sono i suoi pensieri? Quali le sue paure? Cosa lo spinge a continuare a giocare, pur sapendo di aver già perso troppo?
Si entra nel mondo nero di una vita al limite, nella  vicenda di un uomo travolto dalle proprie debolezze, mentre il mondo imperturbabile gli scorre accanto giorno dopo giorno. Un uomo intrappolato nel proprio sogno o delirio di potenza, un uomo che non riesce a smettere di scommettere, pur rendendosi conto che ogni puntata è un passo verso il fondo: quello che era iniziato come un momento ludico, fatto di legami e di amicizie, si trasforma in  un incubo, che si spinge fino all’abisso della solitudine e all’isolamento.
Il gioco d’azzardo diventa così anche una cupa allegoria della vita stessa, che ci pone davanti a delle scelte, ci obbliga a decidere che direzione prendere quando ci troviamo dinanzi ad un bivio. Vittima e carnefice di se stesso, il giocatore viene travolto dai dubbi, dalle incertezze, dalle minacce degli strozzini, e si chiede se continuare sulla strada percorsa fino a quel momento, sapendo di essere l’unico responsabile delle proprie scelte.

Uno spettacolo che colpisce al cuore e allo stomaco, mentre scava a fondo nelle ossessioni dell’essere umano e nella fragilità delle determinazioni davanti ai problemi della vita.