PALIO 2017. “Il verbo degli uccelli”, recensione

Teatro Palamostre
martedì 2 maggio
ore 20.00

Liceo scientifico “N. Copernico” – Udine
Il verbo degli uccelli
libero adattamento dal testo di  Jean-Claude Carrière

Gruppo  “Copernidrama”

con  Emma Rei Antoldi, Daniil Astashkin, Jovana Avramovic, Niccolò Babbo,  Andrej Borcea, Virginia Ciliberti, Federico Cigolot, Martina Conte, Giovanni Cursano, Aurora D’Aloisio,
Maria De Candia,  Enrico Di Bert, Gaia Fattori, Matilde Graziano, Enrica Hu, Riccardo Iellen, Ronaldo Karruli, Valentina Marano, Lucia Ponton, Silvia Ponton, Sofia Sabinot, Marta Schaerf, Nicla Schwander, Pietro Stefanuto, Thomas Thornton, Sara Tomic, Eleonora Turco,
Chiara Valente,  Ada Visentini 

costumi  Margherita Mattotti
coordinamento Fabiano Fantini
docente referente Eleonora Clocchiatti

 La sera del 2 maggio è spettato al gruppo storico del “Copernico” esibirsi per la 46esima edizione del Palio studentesco che, con il nuovo coordinamento di Fabiano Fantini e lo spettacolo Il verbo degli uccelli di Jean-Claude Carrière, si è dimostrato all’altezza della sua fama.
La platea, piena di studenti che ogni anno accorrono estasiati, ha visto il veloce passaggio di giovani teatranti che, saliti sul palco, ci hanno mostrato la compagnia nella sua interezza: una compagnia dove, secondo le parole del coordinatore stesso, i più vecchi hanno saputo integrare i più giovani, elemento importante per la riuscita di uno spettacolo, e dove ognuno, nonostante il numero elevato di attori, ha avuto la propria occasione di emergere.
La storia, essenzialmente semplice, ha avuto inizialmente la funzione di contenitore per altre più brevi, come quella della principessa e dello schiavo, della morte della fenice, dell’odissea notturna del pipistrello che crede di aver superato il Sole, oppure dell’uccello che ha deciso di attraversare il deserto a piedi, prima di concludersi definitivamente con la visione del grande protagonista muto, il Simorgh.
Sul palco, un trionfo di colori, dato da costumi semplici ma efficaci, che bene distinguevano fra loro  i vari uccelli: l’upupa, un po’ il comandante della spedizione, o l’anatra (un po’ oca) dai colori variopinti. I cambi di costume in scena, inoltre, hanno conferito più vivacità allo spettacolo, permettendo agli attori di interpretare più parti, da uditore a narratore, da protagonista a ruolo più marginale, a seconda dell’episodio da raccontare.
Il “Copernico”, insomma, ci ha raccontato un viaggio, spirituale più che geografico, in cui un gruppo di uccelli scopre di essere molto di più di un semplice ammasso di volatili e in cui ognuno di questi ha avuto l’occasione di esprimere il proprio carattere.
Che si voglia starsene a sguazzare nell’acqua, o percorrere il deserto a piedi, o superare le sette valli volando, non c’era modo migliore di affrontare il Palio, un viaggio attraverso il teatro studentesco, raccontandone un altro.  Bravo!

scritto da Letizia Rigotto (Liceo Classico Jacopo Stellini)