PALIO 2017. “Anime Naufraghe”, recensione

Teatro Palamostre
venerdì 5  maggio
ore 21.15

OSPITALITÀ
Gruppo autogestito “InFermi”

Anime Naufraghe
libero adattamento da Oceano mare di Alessandro Baricco

con  Nicolò Ballistreri, Nicola Cantarutti, Alice Chiarandini, Alice De Candia, Tiziana Franzolini, Massimo Moratti,  Mara Moreale,  Stefano Zamparo

ringraziamenti Stefano Chiarandini
coordinamento collettivo

 

Il gruppo “InFermi”, formato per la maggior parte da ex allievi del Liceo Scientifico “N. Copernico”, ritorna in auge in forma autogestita con lo spettacolo Anime Naufraghe, libero adattamento dal libro Oceano mare di Alessandro Baricco.
La prima parte dello spettacolo, atto unico per tempo e luogo, si svolge nella Locanda Almayer davanti al mare, dove s’incontrano otto personaggi le cui vicissitudini costituiscono il tema principale: sul libro della locanda si firmano padre Pluche, Elisewin, il professor Bartleboom, Dira, il pittore Plasson, Adams e l’adultera Ann De Verià.
Il narratore, costantemente presente, accompagna lo spettatore nell’intrecciarsi di storie e sentimenti. Ogni azione di questi personaggi, dal parlare al fare domande, dallo scrivere al dipingere, ha come testimone, contesto e punto di riferimento il mare, metafora esistenziale e non solo luogo fisico, benché non rappresentato teatralmente. In un semplice allestimento teatrale il gruppo, ben amalgamato e ormai di esperienza, è riuscito a riprodurre l’ intensità scenica del testo; i personaggi, diversamente caratterizzati, si sono alternati sul palco, creando un mix di tempi lenti e veloci che hanno reso lo spettacolo coinvolgente, ma anche lasciando lo spazio alla riflessione e alla considerazione.
A introdurre la seconda parte dello spettacolo, nella quale si compie il destino dei personaggi in un sotteso “Oceano mare“, una burrasca sul mare, rappresentata in un emozionante luccichio di lanterne. L’aver tratto in libertà il testo teatrale dall’opera di Baricco consente infine epiloghi che si discostano in parte da quelli del romanzo: ecco allora il pittore Plasson, che da “morto” interviene all’asta dei suoi quadri -  unica scena non presente nel libro – e dipinge  per la prima volta il mare sulla tela, a compimento di un desiderio mai realizzato in vita.

scritto da Maria De Candia (Liceo Scientifico “N. Copernico”)