PALIO 2017. “La Ciccina”, recensione

Teatro Palamostre
giovedì 11 maggio
ore 21.15

Liceo scientifico “G. Marinelli” – Udine
La Ciccina
libero adattamento da Boule de suif di Guy de Maupassant

Gruppo “Mattiammazzo”

con
Linda Amaduzzi, Irene Anzil, Anna Battistello, Michele Bertossi, Olivia Bettella, Teresa Bondavalli, Kadir Bssila, Andrea Callegari, Daniela Chen, Ambra Civaschi, Sofia Craighero, Aurora De Corti, Michele Ermini, Giulia Favale,
Lucia Fontanelli, Nicholas Garufi, Diana Giacomuzzi, Diletta Feruglio, Giulia Gentile, Francesco Giura Longo, Lorena Leccese, Carola Lerussi, Giulia Lupica Spagnolo, Giacomo Melacin, Lucia Meroi, Federico Muzzarelli, Gaia Peressini, Ilaria Peressini, Maria Poci, Laura Pomella, Elena Pozzato, Caterina Rizzatti, Caterina Sanvi, Marta Sponza, Ludovica Zorzi 

assistente al coordinamento Carlotta Frizzele
coordinamento Serena Di Blasio
docente referente Bruno Fontanini

 

La sesta serata del Palio studentesco di Udine, apertasi con lo spettacolo dei ragazzi dell’I.SI.S “Manzini” di San Daniele del Friuli, si è chiusa in compagnia del gruppo teatrale del Liceo Marinelli, i “Mattiammazzo”. I giovanissimi attori, diretti da Serena Di Blasio, hanno portato sul palco una libera interpretazione di Boule de Suif, romanzo scritto da Guy de Maupassant, che narra il viaggio della pingue prostituta protagonista la quale insieme ad altri cittadini francesi, assortiti in modo bizzarro, cercano di scampare al dominio prussiano.
La presenza di numerose scene corali, in cui gran parte del gruppo si trovava seduta sul palco, avrebbe rischiato, se non gestita con maestria, di rendere lo spettacolo statico e difficile da seguire. Tuttavia i ragazzi, innegabilmente ben coordinati, hanno reso anche le scene meno dinamiche estremamente coinvolgenti e piacevoli, dimostrando una grande abilità nell’occupare lo spazio scenico e particolare prontezza negli scambi di battute. Tra citazioni da opere di Bukowski, slow motion e vibranti assoli di tromba, al pubblico non è stato concesso di accusare sonnolenza. Tuttavia il carattere spassoso e avvincente della rappresentazione è stato forse valorizzato a scapito della trama in sé. La denuncia dell’ipocrisia e dell’opportunismo borghese, tema chiave dell’opera di Maupassant, sembra esser stata trascurata e banalizzata, privando in parte lo spettacolo dell’intento moralizzante e del messaggio profondo che sottendeva. Resta tuttavia pressoché impeccabile la recitazione dei giovani attori, che ancora una volta meritano un fragoroso applauso.

scritto da Elena Vecil (Liceo classico “Jacopo  Stellini”)