PALIO 2017. “Candido ovvero l’ottimismo”, recensione

Teatro Palamostre
sabato 13 maggio, ore 20.00

Licei annessi al Convitto Nazionale “P. Diacono” – Cividale del Friuli
Candido ovvero l’ottimismo
di Voltaire

con Anita Braida, Giulia Cassina, Beatrice D’Andrea, Francesca Deganutti, Giacomo Floreani, Nico Guerra, Tea Hoxha, Anna Marini, Giulio Monchieri, Gaia Onesti, Veronica Passelli, Irene Pitassi, Lorenzo Roiatti,
Rebecca Rosina,Bianca Sfreddo, Kristina Shvets, Giuseppe Sibilla, Elisabetta Venier, Cristina  Zaglia, Pietro Zenezini

coordinamento  Sonia Pellegrino Scafati
docenti referenti Paola Panont e Francesca Bertuzzi

 

Quando alla fine di uno spettacolo metà pubblico sta piangendo e l’altra metà sta applaudendo con un sorriso enorme stampato sulla faccia vuol dire che l’esibizione deve essere stata veramente eccezionale. E questo è esattamente il caso dello spettacolo dai ragazzi di tutti i licei annessi al Convitto Nazionale “P.Diacono”, di Cividale, che il 13 maggio, sul palcoscenico del Palio studentesco di Udine, hanno messo in scena il Candido, ovvero l’ottimismo  di Voltaire.
Uno show emozionante, fatto di teatralità e coralità, pieno di musiche e coreografie di ballo adatte alle varie scene; la bravura e prontezza scenica di ogni attore ha fatto in modo che la coralità dello spettacolo non risultasse né sgradevole né cacofonica, ma anzi gradevole nella sua interezza e precisa in ogni scena.
La storia racconta delle avventure (o per meglio dire disavventure) di Candido, giovane ragazzo di corte, reduce degli insegnamenti della dottrina dell’ottimismo metafisico, e quindi sempre pronto a giustificare ogni sventura o incidente affermando che quello in cui viviamo è “il migliore dei mondi possibili”.
Il “calcio nel sedere all’ottimismo” che questo spettacolo propone, citando le parole della regista Sonia Pellegrino Scafati, non solo permette al pubblico di divertirsi, grazie anche alla grande comicità dello spettacolo, ma anche di riflettere. L’enorme lavoro di adattamento teatrale del romanzo che i ragazzi hanno presentato è risultato fluido e rapido, riuscendo a far sporgere in avanti sul sedile ogni spettatore della sala per seguire ogni sviluppo della trama a bocca aperta.
Alla fine di tutte le sue disavventure, il protagonista Candido decide di ritirarsi dal mondo, andando a coltivare la terra e accontentandosi di una vita semplice, e la rappresentazione si è conclusa esattamente con questo messaggio e questa immagine: di non pensare né che il mondo sia un posto orribile né che sia un posto meraviglioso, ma semplicemente ciò che è e nient’altro, e che ognuno di noi possa fare la sua parte, coltivandolo per renderlo migliore. A prova di questo, nell’ultima scena ogni attore ha mostrato al pubblico una cassetta da giardino contenente qualche oggetto personale, insieme a qualche parola sulla propria vita, sulle proprie passioni e sui propri sogni. Risultato: metà del pubblico commossa e metà del pubblico in piedi ad applaudire, tutti sorridenti e rinnovati di fiducia verso il nostro “migliore dei mondi possibili”.

scritto da Giovanni Cursano  (Liceo scientifico “N. Copernico”)