PALIO 2017. “Gli imbianchini non hanno ricordi”, recensione

Teatro Palamostre
mercoledì 17 maggio
ore 20.00

I.S.I.S. “J. Linussio” – Codroipo
Gli imbianchini non hanno ricordi
di Dario Fo 

Gruppo “Nemesi”

con Sorina Damaschin, Michele De Cecco, Lisa Gatteri, Francesco Gnazouble Ezoua, Mirko Liani, Giovanni Maiero, Davide Turco, Jacopo Venier 

coordinamento Michele Polo e Ornella Luppi
docente referente Gloria Perosa

Comicità, entusiasmo, musica: questi sono stati i caratteri dominanti dello spettacolo che il gruppo “Nemesi” dell’ISIS “J. Linussio” di Codroipo ha messo in scena al Palio di Udine. Nel 1958 un giovane Dario Fo scrisse Gli imbianchini non hanno ricordi, una farsa in stile buffonesco dal titolo ambiguo ma dall’effetto comico garantito. La vicenda è ambientata in una “casa chiusa” degli anni ’50, dove una moglie ha escogitato, a causa della gelosia verso le molte donne del marito, uno stratagemma improbabile per tenerlo prigioniero: periodicamente gli inietta dell’insetticida e spaccia a tutti il suo corpo paralizzato per una statua di cera. Due sedicenti imbianchini, tuttavia, intervengono scombussolando l’ordine creato dalla padrona di casa, e, dopo malintesi e colpi di scena, risolvono il caso, liberano il marito e conquistano le ragazze della casa chiusa.
Divertente, dunque, per il pubblico, questo spettacolo, e divertente soprattutto per i ragazzi in scena che hanno dimostrato dimestichezza con il palcoscenico (raggiunta in un arco di tempo tanto breve, dato che hanno iniziato ad incontrarsi a gennaio di quest’anno), solidarietà tra di loro e tanto entusiasmo, tutti aspetti che gli spettatori hanno percepito e apprezzato. Encomiabili sono anche la scelta della musica che ha accompagnato le scene (il rullare della batteria dal vivo, le canzoni cantate sia in italiano che nella propria lingua madre, per chi il rumeno, per chi il friulano, e brani registrati), la scenografia, semplice ma efficace, e il lavoro di regia che è stato fatto a partire dal testo, grazie al coordinamento di Ornella Luppi e Michele Polo.
Un modo, dunque, leggero per aprire una delle magiche serate del Palio, senza bisogno di riferimenti politici o critiche sociali, una forma di comicità il cui obiettivo è soprattutto quello di stamparci un sorriso sul viso. Eccome se ci sono riusciti!

 

scritto da Emma Mattiussi  (Liceo Classico “J. Stellini”)