PALIO 2017. “Io non perdono e tocco” del Bertoni, recensione

Teatro Palamostre
giovedì 25 maggio, ore 21.15

Licei classico e scientifico “G. Bertoni” – Udine

Io non perdono e tocco
di Avidi Lumi e altri autori

Gruppo “Avidi Lumi”
con Miriam Bevilacqua, Ester Bortolussi, Camilla Cavarape,  Maria Sofia Rizzi, Tosca Vantaggiato
scelte musicali   Avidi Lumi e Daniele D’Arrigo / coreografia Lucia Mezzelani
coordinamento   Daniela Zorzini

Una recensione difficile, difficile perché tale era la storia, o meglio, le storie, che il Liceo “Bertoni”, per il coordinamento di Daniela Zorzini, ci ha voluto raccontare a conclusione di una serata che, secondo il mio modesto parere, è stata una delle più belle che il Palio ci abbia offerto quest’anno. Sarebbe riduttivo limitarsi a raccontare la trama, come sarebbe riduttivo definire la recitazione eccellente, dal momento che nessuna recensione potrebbe descrivere le sensazioni che le cinque studentesse hanno suscitato in noi, perché, se è vero che è facile far ridere e più complicato far commuovere, risulta un’impresa titanica far pensare.
Basterebbe in realtà solo questo per descrivere la performance, ma è giusto e doveroso riconoscerne specificatamente i meriti: comparire in scena dopo uno spettacolo come quello dell’Istituto tecnico “Deganutti” poteva risultare difficile, data la bravura degli interpreti di quest’ ultimo, ma le cinque attrici si sono imposte efficacemente sul palco facendo totalmente ammutolire la platea. La prima reazione, e parlo sempre dal punto di vista personale (d’altra parte non si può parlare in altri termini davanti a un tale spettacolo), è stata di perplessità, che gradualmente si è trasformata in curiosità e infine in sconvolta attenzione.
Come già detto, era un spettacolo difficile, in primo luogo per l’organizzazione e l’esecuzione, per i molteplici messaggi che voleva trasmettere, ma anche perché è difficile esprimere un giudizio immediato: bisogna pensarci bene e a lungo, e forse io non l’ho fatto abbastanza per scriverci qualcosa, ma, ahimè, il tempo stringe.
Ma bando alle ciance, questo spettacolo si potrebbe descrivere benissimo con una sola parola, parola che tutti gli spettatori, o almeno quelli vicino a me, hanno pronunciato come minimo una volta dalla fine dell’esibizione. Dunque, per rifarmi alla domanda da cui è nata la drammaturgia, “C’è qualcosa che ti sta a cuore, che hai urgenza di dire, di qualsiasi cosa si tratti (in relazione allo spettacolo)?” Sti cazzi.

scritto da Letizia Rigotto (Liceo classico “J. Stellini”)

 

Sono pochi i gruppi che ancora devono esibirsi sul palco del Palio studentesco di Udine, e le ragazze del “Bertoni”, con il loro spettacolo Io non perdono e tocco, hanno dimostrato che su questo palco gli ultimi non sono né i meno importanti né i meno bravi. Più che ad uno spettacolo, il pubblico ha assistito ad un’emozione, anzi, ad una serie di emozioni, che le parole ed i gesti delle ragazze sono riusciti a trasmettere al pubblico. L’incredibile presenza scenica delle protagoniste, insieme ai loro gesti, alle loro espressioni, alle loro coreografie, e ai loro toni di voce, che sono stati tutti costantemente perfetti, risulta amalgamarsi in maniera armoniosa con le emozioni che le ragazze hanno voluto trasmettere.
Dal rapporto con i coetanei, passando per il rapporto padre-figlia, per l’amore passionale tra ragazzo e ragazza, per i matrimoni d’amore e quelli combinati, fino ad arrivare alla semplice intesa e dipendenza reciproca tra un uomo e una donna, lo spettacolo ha spaziato tra molte realtà e sentimenti della vita; quindi,nonostante gli uomini fossero fisicamente assenti, le parole delle attrici li hanno resi costantemente presenti e costantemente intrecciati con le loro vite. Uno spettacolo di amore ed odio, uno spettacolo di passione e denuncia, uno spettacolo di introspezione e libertà e uno spettacolo di salvezza e condanna.
Ed è per tutti questi motivi che le ragazze del “Bertoni”  sono riuscite ad elevarsi ad un tale livello. Uno spettacolo innovativo, carico di energia e voglia di raccontare, in cui le ragazze hanno veramente messo loro stesse e che ha commosso non solo le attrici, ma anche tutto il pubblico.

scritto da Giovanni Cursano  (Liceo scientifico “N. Copernico”)