LETTURE IN CORTE 2017. “Il risorgimento secondo Pasolini” (7.VI.’17)

MERCOLEDÌ 7 GIUGNO, ORE 21.00

CORTE PALAZZO MORPURGO
LETTURE IN CORTE
 / UDINESTATE 2017

Il risorgimento
“La sua gloria” ovvero il risorgimento secondo Pier Paolo Pasolini
di  Angela Felice
e Paolo Patui
intervengono  Stefano Casi e Enrico Folisi

a cura di Associazione culturale Modo e Teatro Club Udine

Atteso ritorno per UdinEstate 2017 degli appuntamenti di “Letture in corte”, il fortunato progetto in tandem tra  gli ideatori Angela Felice e Paolo Patui che per sette  estati ha richiamato un foltissimo pubblico nello spazio all’aperto di Palazzo Morpurgo e che ora, dopo una pausa di due  anni, viene rispolverato e rinnovato. La formula resta la stessa del passato – Paolo che legge e commenta, Angela che contrappunta e puntualizza, alcuni esperti  che dibattono -  ma con la variante che i libri oggetto di indagine di questa nuova edizione  si presteranno anche ad un’agile  riflessione  sui fatti di svolta epocale  nella storia moderna e contemporanea  dell’Italia, con echi particolari in Friuli.
Tre dunque le serate in programma per tre mercoledì di seguito, tutti  alle ore 21 e sempre nel giardino di Corte Morpurgo, per la cura dell’Associazione Modo e del Teatro Club Udine.  Il via è il prossimo mercoledì 7 giugno,  quando sotto i riflettori sarà un focus sulle lotte del Risorgimento e sui loro riflessi nel nostro territorio, temi sui quali si soffermerà uno degli ospiti della serata, lo storico Enrico Folisi.

Cuore della serata, e oggetto di lettura, sarà però fornito soprattutto dal dramma in tre atti  La sua gloria, scritto nel 1938 da un giovanissimo Pasolini, allora studente sedicenne del Liceo classico Galvani di Bologna. Una vera chicca teatrale, di cui si erano perse le tracce prima del fortunato ritrovamento nel 1996 negli archivi polverosi della Scuola bolognese e con il quale il giovane Pier Paolo vinse il primo premio nella sezione “drammaturgia” dei Ludi Juveniles  che appunto aveva per tema l’illustrazione di un episodio del Risorgimento.  Non senza contrapporsi polemicamente al dramma dannunziano La Gloria, il testo pasoliniano era liberamente ispirato alle Mie prigioni di Silvio Pellico e alla figura del carbonaro Antonio Solera, processato a Piazza San Marco di Venezia nel 1821 e poi incarcerato nello Spielberg.  In quel protagonista, in realtà, il giovane autore trasfigurò molta parte di se stesso,  e vi costruì il ritratto di un poeta inquieto, scisso tra i due desideri della  gloria letteraria e patriottica: un binomio tra poesia e impegno che si colloca presto  nel cuore della sensibilità pasoliniana e che peraltro, sempre negli anni giovanili, ricompare sdoppiato anche nello scontro tra i due fratelli Colùs al centro del dramma friulano del 1944  I Turcs tal Friúl, il contemplativo Pauli e il ribelli Meni.
Nella Sua gloria la modifica più misteriosa e intrigante è però anche quella del nome del protagonista Solera, che Pasolini mutò in Guido,  il nome del fratello allora tredicenne, poi trucidato  a seguito della strage di Porzûs.
Tanti aspetti autobiografici, esistenziali, culturali rendono dunque prezioso  questo testo precoce e, sia pur nella sua acerbità,  quasi programmatico,  come provvederà a illustrare l’altro ospite illustre della serata, Stefano Casi,  grande esperto dell’opera pasoliniana, soprattutto teatrale.