LETTURE IN CORTE 2017. “Il ’68 secondo noi”

MERCOLEDÌ 21 GIUGNO, ore 21

CORTE PALAZZO MORPURGO

 LETTURE IN CORTE

Il sessantotto

“Il Movimento” secondo noi
di Angela Felice e Paolo Patui

 intervengono Giampaolo Borghello, Gianpaolo Carbonetto, Alessandra Kersevan, Andrea Valcig  e Giancarlo Velliscig

a cura di  Associazione culturale Modo e Teatro Club Udine

Un punto mitico e incandescente del secolo scorso al centro della terza e ultima puntata di “Letture in corte”, in programma per UdinEstate 2017 mercoledì 21 giugno alle  21 nella corte di Palazzo Morpurgo.
Un momento o meglio un anno che ha fatto saltare il  mondo in  aria, anche in Italia e  in Friuli, dopo di che niente è stato più come prima. E’ il 68, di cui, sotto la regia di Angela Felice e Paolo Patui, ideatori dell’iniziativa, saranno rievocate le linee, i colori, gli episodi e le contraddizioni da alcuni testimoni ed esperti:  i giornalisti Gianpaolo Carbonetto e Andrea Valcig, quest’ultimo autore del libro sul ‘68 friulano Ma non vedete nel cielo … (Kappa Vu), insieme allo studioso Giampaolo Borghello, cui si deve la cura della imprescindibile antologia di documenti  Cercando il ’68 (Forum). A fare da colonna sonora ci  saranno poi i canti di Giancarlo Velliscig e Alessandra Kersevan, voci di un repertorio mirato a ricreare le atmosfere di quei  dodici  mesi di rivoluzione permanente.


Anno mirabile o terribile secondo i punti di vista, da ricordare con nostalgia o con fastidio, certo il ’68 resta tappa fondamentale della storia contemporanea. Per alcuni fu solo un anno tutto “sesso, droga e rock-and-roll”, per altri fu invece  l’inizio di tutti i disastri,  ma per i più che l’hanno vissuto fu il periodo impetuoso di agitazioni che ebbero per protagonisti gli studenti e per comune denominatore l’opposizione alla guerra del Vietnam e la ribellione contro l’autoritarismo. La protesta, non pianificata né organizzata, conobbe una scala mondiale di diffusione e in questo senso alimentò il primo fenomeno globale della storia umana. Escogitò anche espressioni spesso inedite, con marce, sit-in, volantini, manifesti, occupazioni, slogan gridati e scritti, come quello sui muri della Sorbona, forse il più suggestivo: “L’immaginazione al potere”.
Che lo si voglia o no, il ‘68 fu un anno di sconvolgimenti sociali in cui, attraverso i giovani e la musica, la politica e la guerra, l’economia e i media, il mondo cambiò pelle. In quali modi e con quali eredità, anche dalle nostre parti di periferia,  si tenterà di capire durante una serata che si annuncia immancabile.