Lettera ai ragazzi del Palio

Milano, 27 febbraio 2019

Buongiorno a tutti ragazzi,
siamo la Compagnia Eco di fondo.

Non ci conosciamo ancora direttamente, ma non vediamo l’ora di conoscervi dal vivo, di persona!
Sappiamo che siete tantissimi, ma ci piacerebbe davvero tanto potervi incontrare tutti.

Con ordine.
Prima le presentazioni.
Siamo Giacomo, Giulia, Libero, Giuliano ed Elisa .

La nostra compagnia nasce a Milano, è stata fondata dieci anni fa e si occupa di affrontare temi di urgente attualità incrociandoli a miti o fiabe; ci rivolgiamo ad un pubblico di adulti o della vostra età (o poco più piccoli).

Ci piace raccontare gli “eroi” contemporanei, affinché possano, attraverso la scena, farci riflettere su questioni etiche che toccano nell’anima ognuno di noi come persona, come individuo unico ed irripetibile, come cittadino .

Lo abbiamo fatto, per esempio, con la vicenda di Beppino ed Eluana Englaro, raccontando il caso attraverso il mito di Orfeo ed Euridice (in scena a Udine il 28 maggio); poi con La Sirenetta (in scena il 27 aprile), dove siamo partiti dalle lettere di adolescenti che si tolgono la vita perché non si sentono accettati per la loro sessualità; l’ultima creazione è stata Dedalo e Icaro, dove un padre, cerca di fare uscire il figlio dal “labirinto” dell’autismo e tanti altri spettacoli che ci piacerebbe raccontarvi di persona.

È un onore per noi essere la prima Compagnia madrina del Palio, perché pensiamo che l’esperienza di questo Festival sia unica e irripetibile, e Voi e noi tutti,  siamo estremamente fortunati a farne parte.

Siamo felici di essere chiamati a condividere con Voi – tramite i giorni che passeremo insieme e gli spettacoli che vedrete – una parte del nostro cammino. Un cammino che ancora stiamo percorrendo, e che ci permette oggi l’incontro con voi, che ci arricchirà anche della vostra esperienza, perché alla fine il teatro nella sua anima più intima è questo: un incontro tra persone.

Se ce lo permetterete, conoscendovi, potremo aprire una piccola finestra sul domani, su quello che pensate, sui vostri desideri, le vostre paure, le vostre speranze, perché crediamo fortemente che “quello che Voi pensate oggi sia già futuro” come dice la nostra Dorothy nello spettacolo O.Z., storia di una emigrazione.

Per questo ci teniamo a scrivervi prima di incontrarvi, per allacciare subito un contatto diretto.

Da questo momento in avanti considerateci dei “cugini più grandi” (solo per una questione anagrafica e per un pizzico di esperienza in più), con i quali ci si può divertire, ma anche e soprattutto con i quali ci si può confrontare per crescere insieme; quindi scriveteci, chiedeteci, insomma usateci il più possibile.

Crediamo che l’idea del Vostro Direttore artistico, Massimo Somaglino, sia davvero meravigliosa: sfruttiamo ogni momento possibile, in modo che sia un momento di arricchimento e di scambio umano e teatrale.

Crediamo che il nostro mestiere sia un lungo e paziente lavoro di artigianato, un lavoro di squadra dove ogni piccolo ingranaggio è fondamentale per la resa dello Spettacolo, che è sopra tutti noi, lo consideriamo come un figlio, una creatura a cui dare un cuore, un cervello, due mani, due piedi, e ognuno dei lavoratori, garante di una di queste parti, custodisce il segreto per portarla al massimo delle sue possibilità.

Quindi ognuno di noi è unico proprio perché indispensabile a completare e a rendere meraviglioso Lo Spettacolo.

Questo è stato il nostro approccio finora al lavoro e questo ci ha permesso di essere qui oggi, con Voi.

Arriveremo la prima settimana di marzo e Vi aspettiamo a seguire le nostre prove.
Il lavoro che andremo ad affrontare parte da Antigone – la nostra prossima produzione – per parlare di un tema di attualità che non vi anticipiamo, lo scoprirete lì.

Sarà un momento bellissimo e delicato perché sarà proprio il nostro inizio.
Vestitevi comodi che – se avete voglia – sarete invitati a partecipare attivamente al nostro lavoro di costruzione.
Se questo titolo vi fa venire in mente qualcosa, qualcosa che avete scritto, letto, visto, ascoltato, saremo felici di leggerlo, vederlo o ascoltarlo, potete mandarcelo tramite mail in questi giorni o portarlo alle prove.

Sarebbe per noi un grandissimo regalo.

P.S.: Vi salutiamo con questo testo che accompagna spesso le presentazioni dei nostri laboratori e che racchiude in parte il nostro modo di pensare la scena.

“Il teatro ha un compito meraviglioso. Rendere visibile l’invisibile. Tradurre un complesso moto di emozioni ed istinti, in un preciso disegno delle nostre pulsioni, delle domande che ci muovono. Ci emozioniamo di fronte al buio che precede o termina uno spettacolo, perché in quell’attimo, tutto è in divenire.

Il processo creativo è il propagarsi di quell’attimo in mille direzioni. Il metodo di lavoro della compagnia, affinato negli anni, è una continua ricerca su temi di attualità, attraverso la traduzione della materia scenica in Immagini”.

Un abbraccio,
Eco di fondo
[email protected]