Mittelfest. Un tamburo tedesco racconta la Storia

Che cos’è il teatro?
Innanzi tutto un luogo necessario, in cui persone diverse per sesso, censo, idee politiche, età, lingua, si ritrovano per ascoltare storie, storie che assomigliano a tutti noi o almeno a una parte di noi.

Un’occasione sociale in un tempo in cui la socialità è solo virtuale ma soprattutto un atto politico, nel senso più alto del termine: penso dunque sono, e poi rifletto su quanto vedo, a volte modifico il mio comportamento, cambio idea, oppure rinforzo le mie convinzioni.

Comunque ascolto altro e altri, mi confronto, dialogo.

Uno spettacolo teatrale è poi un atto artistico che prevede un testo e la sua messa in scena, un attore o più attori, una regia, una scenografia, delle luci, costumi, talento, idee.

Perché questa premessa? Perché in molti sembrano aver dimenticato cosa siano l’uno e l’altro. Il teatro nello specifico non può essere solo intrattenimento.

Il teatro senz’altro trattiene. Cioè tiene sulla poltrona chi ha deciso di sedercisi sopra e soprattutto si trattiene nelle menti e nei cuori degli spettatori.

Non si dissolve in una risata né si esaurisce nel piacere di vedere dal vivo un divo della televisione, che sul palcoscenico non ci è salito mai.

Il tamburo di latta, visto a Mittelfest domenica 14 luglio è il memento più articolato e significativo che le istituzioni politiche e quelle distributive possono tenere ad esempio, perché è uno spettacolo in cui un testo vero, il capolavoro del premio Nobel Günter Grass, riflette sulla storia politica tedesca attraverso una drammaturgia messa in scena dalla leggendaria compagnia teatrale dei Berliner Ensemble, fondata da Bertolt Brecht e sede creativa di alcune delle più importanti pagine del teatro moderno.

L’articolo completo di Fabiana Dallavalle al link https://bit.ly/2XM3tc4