Non tutto il Diritto si esaurisce nelle leggi scritte

“Antigone non è la storia di un banale scontro tra leggi scritte e leggi non scritte. E’ una riflessione lucida tra due modelli prima politici e poi umani e giuridici.

La protagonista, almeno all’inizio, è aperta al dialogo e prova a spiegare che non tutto il Diritto si esaurisce nelle leggi scritte.

Suo zio, dalla sua, replica il contrario. Creonte, “rex absolutus”, è sciolto da ogni volontà che non sia la propria, la Polis appartiene al sovrano e questi ne può fare ciò che desidera.

Una battaglia prima che giuridica, politica. Antigone si fa sostenitrice delle leggi non scritte perché crede che esse sole siano la vera identità di un popolo, quelle la cui memoria spetta agli anziani.

È lei la vera conservatrice.
Creonte, invece, da sovrano assoluto, si ritrova inaspettatamente rivoluzionario illuminato che, per primo, afferma che legge è il frutto della sua volontà autoritativa.

L’autore della tragedia, sembra dirci che non basta “prendere le parti”, bisogna che ci apriamo al dialogo.

Solo il dialogo, infatti, apre la strada ad un principio e se l’uomo agisce in conformità di un principio impedisce al proprio particolare di affermarsi come assoluto.

Chi come me, in questi giorni, ha avuto la fortuna di assistere al primo scoccare della scintilla tra gli attori della compagnia milanese Eco di Fondo e Antigone sa che da oggi in poi non potrà assistere alla sua rappresentazione senza ricordare con quanta cura, senso di necessità, capacità visionarie, rispetto per il testo, gli attori Giacomo Ferraù, Giulia Viana, ed Enzo Curcurù, si sono accostati alla tragedia che contaminata dalla realtà, come è nelle corde del gruppo, saprà aprire a chi li vedrà a teatro, orizzonti di riflessione su argomenti chiave dell’esistenza quali la nostalgia per una purezza perduta, la necessità del compromesso, l’idealismo, il senso di giustizia e di Stato”

Leggi l’articolo completo di Fabiana Dallavalle sul Blog del Messaggero Veneto:
Eco di Fondo. La compagnia milanese a Udine madrina del Palio