Recensione di

Papaveri e papere

Recensione

La serata del 30 maggio, ultima “tappa” della 47^ edizione del Palio teatrale, è iniziata con “Papaveri e Papere”.

Lo spettacolo prende il nome dalla celebre canzone interpretata da Nilla Pizzi durante il Festival di Sanremo nel 1952 ed è un insieme di tre testi: “La farsa del folletto”, “L’Anfitrione” di Plauto e “Largo all’Eros Alato. Lettera alla gioventù lavoratrice”.

Il tema di questa rappresentazione era la violenza sulle donne, tema che si legava anche al filo rosso di quest’anno. In particolare la frase della canzone “Sei nata paperina, che cosa ci puoi far?” evidenzia la triste morale della storia: la donna, in quanto tale, non può tentare l’ascesa sociale, perché questo la porta solo al peggio, proprio come la papera innamorata del papavero, che resta impaperata quando questo viene falciato. La tematica è impegnativa ma, aiutandosi con maschere, effetti di scena e un’ottima recitazione, i ragazzi dell’Istituto “Paolino d’Aquileia” sono riusciti a interpretare ognuna delle tre parti nel modo più appropriato, alleggerendo il tutto con battute, movimenti del corpo e gestualità agili e di immediata comprensione. Non sono mancati tuttavia i toni più seri, concentrati nella terza parte: anche qui gli attori si sono dimostrati all’altezza, commuovendo e facendo riflettere il pubblico.

Insomma tanti gli elementi che si sono visti e che  hanno contribuito a rendere “Papaveri e Papere” uno spettacolo interessante, un vero e proprio “dulcis in fundo” nella giornata conclusiva del Palio.

Scheda spettacolo
Titolo
Papaveri e papere
Autore
Scuola
Circolo d'istruzione superiore “Paolino d’Aquileia”
Gruppo
Gruppo Teatrale
Sede rappresentazione
Teatro Palamostre
Giornata
Mercoledì 30 maggio 2018
Orario
20.00
Trame e percorso
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