Tante e da tutta europa, le storie che stanno arrivando per la “chiamata dei 50 anni del Palio” 

Una risposta calorosa e partecipata.
Sono tantissime le email che stanno arrivando al Teatro Club Udine dopo l’appello lanciato per ricostruire i 50 anni del Palio teatrale studentesco. Attori, registi, tecnici, studenti, sceneggiatori e molti altri ancora, che in cinquant’anni di vita della manifestazione sono saliti sul palcoscenico del Palamostre e che ora il Teatro Club vuole “raccogliere” per un’immaginaria foto di gruppo e festeggiare l’importante traguardo di quella che, molto probabilmente, è la più longeva iniziativa d’Italia in questo campo.

Tra le moltissime testimonianze e ricordi inviati, c’è chi si lascia trasportare dal calore delle emozioni, raccontando simpatici aneddoti, le paure, le gioie, i pianti liberatori a fine spettacolo. In molti hanno voluto scrivere per dire “Io c’ero”. E non solo dalla regione.
La chiamata, tramite il tam tam e il passaparola ha varcato i confini nazionali per arrivare addirittura nel Regno Unito o al Liechtenstein, solo per citare due Paesi da cui sono giunte alla mail [email protected] le testimonianze. “Una partecipazione – commentano dal Teatro Club – che ci commuove e che ci spinge a proseguire con sempre maggior determinazione su questa strada”.

A leggere i racconti di vita, prima ancora che di esperienza paliense, si sta così pian piano ricostruendo un nuovo libro cuore, dove il cuore, in questo caso è quello che batte per il teatro e per le giovani generazioni. Non tutti i ragazzi e le ragazze che hanno calcato le scene della manifestazione, si sa, hanno poi scelto il teatro come carriera professionale. Scorrendo le email ricevute c’è, infatti, anche quella di un 27enne che ha scelto ora la via del sacerdozio salesiano.
“Partecipare al Palio – scrive nella sua toccante testimonianza – è stata un’occasione grandissima per misurarsi con la bellezza di un gruppo che cammina, costruisce la propria identità, trova il suo equilibrio, impara a volersi bene attraverso il teatro e un messaggio che, con cura, passione e non poca fatica, ha chiesto a tutti di togliersi la maschera e di metterci la faccia”.

La chiamata e il progetto, così come le attività del Palio, continuano dunque senza sosta e con più calore che mai. Indipendentemente da una notizia giunta qualche giorno fa al Teatro Club Udine e che ha lasciato l’amaro in bocca: le dimissioni da responsabile artistico del Palio, e dalle attività ad esso collegate, di Massimo Somaglino.
Dimissioni annunciate da parte dell’attore friulano, che impegni lavorativi porteranno fuori regione da fine novembre a marzo 2021, attraverso una email al direttivo dell’associazione e, tra gli altri, al gruppo dei coordinatori.

Il consiglio direttivo tutto del Teatro Club non ha potuto far altro che accogliere le decisione irrevocabile di Somaglino, al quale vanno “i ringraziamenti per il lavoro svolto fino ad oggi, prendendo atto delle motivazioni, pur non condividendole”.  Alla base della decisione dell’attore, infatti, ci sarebbero stati dei “contrasti insanabili con la presidenza”, scrive Somaglino e che comunque, “in alcun modo – rassicura il direttivo – avrebbero influito sulla regolare prosecuzione di tutte le attività del Palio”.

Anzi, su questo punto sono tutti perfettamente concordi.
“Nel Teatro Club – scrive ancora Somaglino ai coordinatori – troverete sempre un’accoglienza e un sostegno collaborativo e all’altezza, con me o senza di me”. Collaborazione e sostegno ribadito con forza da tutto il direttivo che, con altrettanta chiarezza, conferma come le attività del Palio, così come quelle nelle scuole, proseguiranno con la stessa passione, dedizione e calore dimostrato fino ad oggi.

Cambiano le persone, non i valori, quindi.
D’altra parte sarebbe impossibile altrimenti. A maggior ragione nei confronti di una manifestazione che ha segnato, e continuerà a segnare, la storia della città di Udine.
Con lo stesso spirito voluto dai “padri fondatori”, Ciro Nigris e Rodolfo Castiglione in primis, ma anche con quella dedizione portata avanti da Angela Felice, a cui tutti, in carica o meno, riconoscono un’eterna riconoscenza per la passione dimostrata verso il Palio, quasi un figlio che Udine e il Teatro Club hanno visto crescere, formarsi, irrobustirsi e che di certo non hanno nessuna intenzione di lasciare da solo in balia degli eventi.

A maggior ragione in un momento difficile come questo, segnato dalla pandemia, dalla chiusura dei teatri e da uno stop a quasi tutte le attività in presenza legate al mondo della cultura.

Foto Benedetta Folena